PIELOPLASTICA ROBOTICA

DEFINIZIONE
La patologia del giunto pieloureterale con secondaria idronefrosi si osserva frequentemente e in tutte le età. Riconosce come eziologia la presenza di lesioni intrinseche o la compressione estrinseca esercitata da parte di briglie fibrotiche o di vasi anomali polari. La patologia giuntale indipendentemente dalla sua origine provoca un ostacolo al deflusso della urina con conseguente dilatazione della pelvi renale e dei calici.

INDICAZIONE
La entità della dilatazione delle cavità renali e della sintomatologia dolorosa condizionano la indicazione all’interevento di correzione della stenosi giuntale.

DESCRIZIONE DELLA TECNICA
Numerose tecniche sono state descritte. La tecnica più comunemente eseguita è la resezione del tratto stenotico dell’uretere e la ricanalizzazione del giunto su stent doppio J. La laparoscopia con supporto del robot da Vinci è entrato recentemente nell’uso clinico Il paziente è in anestesia generale ed in posizione obliqua sul fianco controlaterale al rene interessato. Vengono posizionati un torcar per l’ottica, altri due trocar per le braccia del robot e altre due per il chirurgo al pavolo operatorio. Dopo aver incisa la doccia parietocolica si accede al rene. Viene isolata la pelvi renale e l’uretere. Si procede a resezione del giunto e ad anastomosi tra pelvi ed uretere opportunamente spatulato su stent doppio J.

DURATA DELL'INTERVENTO
L’intervento richiede circa 60 minuti.

COMPLICANZE
Possibile nel 10% dei casi una fistola urinosa che quasi sempre non richiede alcun trattamento andando a guarigione spontaneamente. In presenza di fistole persistenti o di maggiore entità è indicato un nuovo intervento laparoscopico e la sutura della fistola.

PERDITE EMATICHE
Non sono previste perdite ematiche.

DECORSO POSTOPERATORIO
Dimissione dopo tre giorni. Lo stent viene rimosso ambulatoriamente attraverso una cistoscopia.

CASISTICA PERSONALE
Con tecnica laparoscopica retroperitoneale ho eseguito 220 interventi con risultati ottimi nel 98% dei casi. Pur utilizzando abitualmente il robot "da Vinci" per altri interventi quali la prostatectomia radicale e la cistectomia non ritengo che nell’intervento di pieloplastica il robot consenta sostanziali vantaggi rispetto alla tecnica laparoscopica retroperitoneale.