COLPOSACROFISSAZIONE ROBOTICA

DEFINIZIONE
E’ un intervento che con accesso laparoscopico per il tramite di reti non riassorbibili poste al davanti e posteriormente alla vagina, fissa saldamente la vagina e l’utero al promontorio sacrale.

INDICAZIONE
L’intervento è indicato in presenza di prolasso uterovaginale di 2°-3° grado.

DESCRIZIONE DELLA TECNICA
Paziente in posizione supina con Trendelemburg spinto. L’accesso con il 1° trocar è transombelicale. Attraverso questo trocar si pone l’ottica. Sotto controllo visivo e dopo pneumoperitoneo si posizionano due-tre trocar che vengono collegati alle braccia del robot e altri due trocar che vengono gestiti dell’aiuto al tavolo operatorio. Viene dissecato lo spazio tra vagina e retto fino a isolare bilateralmente gli elevatori dell’ano. Una rete viene fissata agli elevatori dell’ano e alla vagina. Analogamente si procede a dissezione dello spazio tra vagina e vescica. Altra rete si fissa con punti non riassorbibili alla vagina. Le due reti si fissano saldamente al promontorio sacrale.

DURATA DELL'INTERVENTO
L’intervento è condotto a termine in circa due ore.

COMPLICANZE
Poche le possibili complicanze. Può evidenziarsi nella fase di dissezione una lesione del retto o della vescica. Questa evenienza non si è mai verificata nella mia esperienza.

PERDITE EMATICHE
Molto modeste (100 cc ).

DECORSO POSTOPERATORIO
In prima giornata la paziente si alza e si alimenta. In 2° giornata può essere dimessa. In 7° giornata può ritornare alla normale attività.

CASISTICA PERSONALE
Il primo intervento laparoscopico è stato da me eseguito nel 2003. A tutt'oggi la casistica è di oltre 50 casi. Senza alcuna recidiva né complicanza. Dal 2006 ho eseguito 15 interventi robot assistiti. Con l’uso del robot non ho riscontrato un reale vantaggio rispetto all’intervento laparoscopico.